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13 maggio 2019

IL RELINING DI CONDOTTE INTERRATE. LE NUOVE TECNOLOGIE DI RIPARAZIONE DEI COLLETTORI FOGNARI A RIDOTTO IMPATTO AMBIENTALE.

IL RELINING DI CONDOTTE INTERRATE. LE NUOVE TECNOLOGIE DI RIPARAZIONE DEI COLLETTORI FOGNARI A RIDOTTO IMPATTO AMBIENTALE.

Un recente intervento di applicazione di questa tecnologia è quello attuato da C.A.D.F. a Lido delle Nazioni, per riparare un tratto di collettore fognario ubicato a quasi 5 metri di profondità sotto la sede stradale.
La fognatura in questione è una dorsale principale di raccolta delle acque meteoriche, che risale all’incirca agli anni 70, in cemento armato di diametro Ø900 – Ø1000 mm.
Nel tempo il tratto in questione si è ammalorato nei giunti di collegamento dei tubi, che hanno perso la tenuta idraulica e lasciato trafilare all’interno del collettore, via via in maniera sempre più evidente, l’acqua di falda circostante. Ciò ha creato un dilavamento del materiale di rinfianco (sabbia) che è stato trasportato all’interno del condotto, lasciando dei vuoti attorno alla parete esterna della condotta, i quali, assestandosi per effetto del sovraccarico stradale, hanno originato un importante avvallamento dell’asfalto sul piano viabile.
Frequenti sono stati gli interventi delle squadre C.A.D.F. per cercare di tamponare il problema con delle ricariche di asfalto in corrispondenza dello sfondamento, ma sono servite a poco, poiché si ripresentava ad intervalli di tempo sempre più ravvicinati, con conseguenti disagi alla circolazione e non pochi problemi alla sicurezza stradale.
C.A.D.F. ha quindi attuato tutta una serie di indagini per trovare il modo di risolvere la questione cercando di impattare il meno possibile sull’ambiente circostante con i lavori di riparazione.
Le videoispezioni eseguite all’interno del collettore hanno mostrato la problematica dei giunti e quella della presenza di fessurazioni sulla parete interna del pozzetto che aggravavano le infiltrazioni di acqua di falda in condotta.
Date le elevate profondità di posa della fognatura e l’ubicazione in sede stradale, è stato scelto di adottare tecniche di risanamento che evitassero l’esecuzione di scavi a cielo aperto.
La soluzione adottata è stata quella del relining, che ha permesso l’applicazione di una guaina speciale (Liner PRFV) portata a catalisi tramite raggi UV per il rivestimento e l’impermeabilizzazione interna della conduttura e dei giunti esistenti.
La guaina è stata immessa nella canalizzazione tramite argano di traino ed apposite funi d’acciaio, poi è stata portata in pressione con apposite soffianti e compressori per il suo corretto alloggio all’interno del condotto esistente. Successivamente è stato introdotto il treno di lampade UV calibrate da controllo remoto per la catalisi della guaina fino a formare una tubazione monolitica a garanzia della tenuta idraulica e del miglioramento della resistenza alle sollecitazioni meccaniche.
Sono stati risanati in questo modo un tratto di 50 metri, di diametro interno 900 mm, ed un secondo tratto di 20 metri di diametro interno di 1000 mm.
Il risultato finale è stato quello di ottenere un rivestimento interno di 8 mm di spessore, anche poco significativo in termini di riduzione della sezione idraulica, che ha però restituito un collettore risanato e funzionale con impatti minimi sull’ambiente e sulla sicurezza dei lavoratori impiegati nel cantiere.
Di seguito si riportano alcuni momenti significativi dei lavori.

Figura 1 e 2: allestimento cantiere

Figura 3 e 4: altri momenti dell'allestimento del cantiere

Figura 5 e 6: stato interno condotta: prima e dopo il risanamento