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22 agosto 2016

La gestione delle emergenze in materia di balneazione sulla costa dei Lidi di Comacchio

L’attuazione del Decreto Legislativo 116 del 2008, ha modificato sostanzialmente la normativa definendo, in particolare, le modalità di monitoraggio delle acque di balneazione e la loro classificazione. In particolare il calendario predeterminato per il campionamento è indipendente dagli eventi meteorici e mette a nudo problematiche non note in passato, quando la normativa permetteva di campionare a mare 72 ore da un evento piovoso. Non avendo a disposizione una banca dati storica, tranne un isolato caso verificatosi nel settembre 2012, nella tarda primavera del 2013 gli organi di controllo hanno cautelativamente chiesto l’adozione di un’ordinanza preventiva con previsione dello sconsiglio della balneazione ogni qualvolta si verificava l’attivazione dello sfioro del depuratore.


La proposta priva di supporto tecnico ed oggettivo è apparsa da subito esagerata ed estremamente penalizzante per le attività turistiche, tant’è che il Comune di Comacchio ha istituito un “tavolo balneazione” al quale sono stati invitati tutti gli Enti preposti al controllo e regimazione delle acque interne a costiere. La finalità del gruppo di lavoro è stata quella di procedere con determinazione a considerare tutte le condizioni al contorno (scenari) ed individuare le eventuali fonti di inquinamento e la loro influenza. È in questo contesto che Cadf ha attivato un processo conoscitivo che si è sviluppato in due anni di lavoro così come descritto.

La modellazione idraulica delle acque interne – Il contributo di Cadf.
Individuazione delle condizioni idrauliche al contorno.

Il lavoro che ha richiesto ben due anni di studio ed applicazione sul campo ha permesso di scartare gli apporti a Nord del fiume Po ed a Sud del fiume Reno, focalizzando l’indagine sul Canale Navigabile di Porto Garibaldi e sul Canale Logonovo del Lido degli Estensi. Scelta condizionata dal fatto che nessuno scarico fognario e/o sfioratore è effettuato direttamente a mare.

Questa prima indagine ha impegnato praticamente tutta l’estate del 2013 ed è stata indispensabile per individuare un bacino confinato, caratterizzato da punti con flusso solo verso valle, dai quali insistono diversi apporti sia qualitativi e sia quantitativi.

In altre parole è necessario conoscere tutti i punti di alimentazione di un bacino “chiuso” determinandone portate, carico inquinante, volumetrie e flusso per riuscire a prevedere il risultato atteso al punto di uscita, nel caso specifico costituito dal Canale Navigabile di Porto Garibaldi e dal Canale Logonovo del Lido degli Estensi.

Di seguito si riportano le cartine dove sono in evidenza i punti di confine.

Con i puntini bianchi sono indicati gli apporti provenienti dai bacini agricoli, si tratta in sostanza degli impianti idrovori gestiti dal Consorzio Pianura della Provincia di Ferrara; partendo dal basso a sinistra:

- Impianti idrovori Acque Alte e Basse di Fosse.
- Impianti idrovori Acque Alte, Basse e Valle Pega di Valle Lepri.
- Impianto idrovoro del Guagnino.

Con il puntino azzurro si indica l’apporto del Sostegno Valle Lepri (conca di navigazione) che diventa significativo in caso di aumento di livello del Po di Volano.

Complessivamente la potenzialità idraulica degli impianti sopra descritti può arrivare a 230 mc/s.

Con i puntini gialli sono indicati il punto di scarico del depuratore e degli sfiori fognari, nel dettaglio sulla cartina seguente.

Da sinistra sfioro di San Pietro, sfioro di Via Marina, scarico e sfioro del depuratore che attraverso il Canale Adige sono convogliati all’idrovoro Guagnino, sfioro dell’impianto di sollevamento S6 di Porto Garibaldi e lo sfioro delle acque bianche di lido Spina che defluiscono al Navigabile attraverso il relitto canale delle Vene. Non esistono sfiori diretti sul Logonovo. Il contributo idraulico complessivo di questi punti può arrivare a 7 mc/sec.

Tutti gli apporti sopra decritti sono misurati o perche dipendono da elettropompe di cui si conoscono caratteristiche e tempi di funzionamento o da sfiori calibrati che permettono con semplici formule di determinarne la portata.

Non è comunque possibile conoscere direttamente la portata a mare in quanto un altro fenomeno insiste sul bacino in modo determinante: le maree. Per capire l’importanza di questo fattore è sufficiente una breve considerazione: presso l’impianto di via Marina è installato un misuratore di livello collegato alla gestione della movimentazione delle acque dei canali del capoluogo.

Una variazione di livello di 50 cm. in questo punto, considerata la superficie di 8.400.000 mq del bacino confinato precedentemente descritto, genera una portata attraverso i canali Navigabile e Logonovo da e verso il mare di 4.200.000 mc in circa 6 ore la portata media generata equivale a 194 mc/s.

È da subito evidente che calcolare le portate a mare senza un sistema sofisticato di calcolo è praticamente una operazione impossibile e si rimanda all’individuazione di un opportuno modello idraulico ….

Indagine qualitativa

Completata l’indagine conoscitiva nei mesi di settembre ed ottobre 2013 Cadf avvia una campagna di analisi in punti ritenuti significativi riportati sulla cartina seguente.

I dati, consultabili sul sito www.cadf.it “Piano di campionamento delle acque interne in prossimità del litorale Comacchiese” hanno evidenziato che sono presenti altri e significativi apporti dai bacini agricoli oltre a quelli derivanti dalla fognatura particolarmente importanti in occasione di un forte evento meteorico che si è sviluppato nei primi giorni di ottobre.

Seconda indagine qualitativa

Noti i risultati della prima indagine, il tavolo “balneazione”, nella tarda primavera del 2014 condivide con i partecipanti (Provincia, Usl, Arpa, Comune di Comacchio, Cadf e Consorzio di Bonifica) l’opportunità di effettuare un’ulteriore campagna di monitoraggio estesa questa volta anche ad indagine a mare.

I punti monitorati sono 36, di cui 30 nel bacino interno e 6 a mare, si decide di eseguire campioni in un periodo secco ed in due periodi piovosi, in tutti i punti vengono prelevati due campioni giornalieri, una la mattina ed uno la sera, tranne gli sfiori che vengono campionati un’ora dopo l’attivazione ed i punti 21 e 12 scarico a mare del Navigabile e del Logonovo che vengono campionati con una cadenza ogni due ore.

Si individua il Laboratorio, accreditato, dell’istituto Zooprofilattico di Ferrara per l’esecuzione delle determinazioni analitiche mentre i prelievi sono gestiti da Consorzio di Bonifica, Cadf, Università di Ferrara e Comune di Comacchio.

Modellazione bacino interno

Contestualmente a questa seconda campagna di monitoraggio, anche al fine di anticipare i tempi di indagine, Cadf e Comune di Comacchio concordano sulla necessità di partire anche con la modellazione del bacino interno.

Sin dall’estate del 2013 si ipotizzava di modellare la situazione a mare mediante un modello messo a punto da Arpa e già utilizzato negli anni precedenti per lo studio degli sfioratori a mare presenti nel comune di Rimini ma, come richiesto sin all’inizio dagli stessi tecnici Arpa, questa modellazione può essere attivata solo se noto il carico (portata + concentrazioni) dei canali Navigabile e Logonovo inviati a mare. Per le concentrazioni possono bastare i dati rilevati ogni due ore dal monitoraggio dell’estate 2014 mentre per le portate senza modello interno non è possibile ipotizzare stime realistiche.

L’incarico per la modellazione del bacino interno è affidato alla ditta Wallingford che con Cadf ha già collaborato per la modellazione della rete acquedotto e per la modellazione delle reti fognarie dei comuni associati.

Il primo intervento ha riguardato il rilievo puntuale di tutto il bacino effettuato con strumentazione da terra e da gommone per le parti interne con misure del fondo fatte su sezioni e profili longitudinali di canali e valli.

Tutti i punti rilevati sono stati acquisiti dal modello e rielaborati sino ad ottenere un profilo a tre dimensioni del bacino come è visibile dall’immagine di seguito riportata dove è possibile individuare parte della Valle Fattibello (colore più chiaro), il canale interno alla valle e sulla destra, più profondo, la sezione del canale navigabile.

Ricostruito geograficamente il bacino ed il suo fondo si è proceduto con la prima taratura del modello: la taratura idraulica. Allo scopo sono state individuate e inserite nella modellazione le condizioni al contorno cioè le portate note nei punti di confine precedentemente descritti e precisamente:

- apporti dai bacini agricoli pompati dagli impianti della bonifica;
- apporti dal Po di Volano attraverso il sostegno valle Lepri;
- apporti del depuratore e degli sfiori fognari;
- apporti dovuti alle variazione di livello generati dalle maree, di quest’ultimo si riporta l’andamento di un periodo di rilevazione.

Le elaborazioni del modello sono poi state confrontate con misure di livello rilevate, a campo, nell’impianto di Via Marina; nella figura seguente sono messi a confronto i livelli misurati in colore blu con i livelli calcolati in colore rosso. In pratica le lue linee coincidono, questa operazione è stata ripetuta con successo per tutti e tre gli eventi per cui a questo punto il modello può ritenersi tarato e realistico.

Una volta tarato il modello può essere utilizzato per calcolare le portate a mare dei canali Navigabile e Logonovo come evidenziato dalla figura seguente:

Le portate idrauliche così determinate per i tre eventi monitorati nell’estate del 2014 sono stati forniti ai Tecnici di Arpa per l’implementazione del proprio modello.

Lo studio della modellazione interna è stato completato con la taratura qualitativa in pratica oltre agli apporti idraulici nei vari punti sono stati inseriti anche le concentrazioni degli inquinanti microbiologici nei vari punti al confine del sistema.

Con riferimento al parametro enterococco si mette a confronto il valore calcolato dal modello, in rosso, con il valore misurato a campo, in blu; la figura seguente dimostra che anche dal punto di vista qualitativo il modello si può ritenere affidabile.

Tarato il modello, anche dal punto di vista qualitativo, è possibile utilizzarlo per simulare nuovi eventi o per analizzare eventi recenti per verificare l’influenza sul sistema dei singoli apporti e/o delle tipologie portando a confronto, per esempio, l’impatto dei bacini agricoli con quello del sistema fognario.

Particolarmente significativa è la simulazione degli impatti qualitativi riferiti all’evento meteorico di inizio ottobre 2013; nella figura seguente si riportano in verde l’incidenza del comparto fognario, in rosso quello proveniente dai bacini agricoli ed in blu quello complessivo.

L’influenza del sistema fognario è praticamente immediato e avviene praticamente a poche ore dall’inizio dell’evento meteorico (le superfici asfaltate e/o cementate raccolgono e riversano con rapidità le acque all’interno del sistema fognario che una volta entrato in crisi attiva gli sfiori) mentre quello dei bacini agricoli si manifesta con 24/48 ore di ritardo rispetto l’inizio delle precipitazioni; è interessante nella figura seguente paragonare l’intensità degli apporti.

Uno studio che, attraverso una attenta e approfondita attività di monitoraggio e di controllo ci ha permesso di realizzare un ambizioso processo conoscitivo a salvaguardia del nostro habitat e della nostra salute.